SUA MAESTÀ IL BIANCO

 

Maestoso, immenso, gigantesco. Possente, altissimo, granitico. Molto spesso gli aggettivi sono abusati, ma nel caso del Monte Bianco no. Descrivono la sua essenza con precisione e onestà. Tanto che quando ci si avvicina o ci si addentra nelle pieghe del massiccio sembrano quasi riduttivi.

Si estende come una metropoli di roccia, di ghiaccio e di neve sui territori di Italia, Svizzera e Francia, con una lunghezza di 40 km e una larghezza compresa tra gli 8 e i 15 Km. La vetta raggiunge i 4808, 73 metri, ma sono una quarantina i picchi oltre i 4000 metri.

Il Monte Bianco, tetto delle Alpi, è una delle Sommità del Pianeta, il club che annovera le montagne più alte dei sette continenti della Terra. Eppure, il suo fascino non è solo nei suoi primati.

Arrivando a Courmayeur il Monte Bianco si rivela solo all’ultimo momento. E nemmeno tutto. Si vedono l’Aiguille Noire de Peuterey, il Dente del Gigante, Les Grandes Jorasses, ma non la vetta, quasi volesse preservare l’inacessibilità violata da Balmat e Paccard l’8 agosto 1786.

 

 

Era nato l’alpinismo moderno, uno sport estremo moderno, che affascinò immediatamente anche le donne. Risale al 1808 la prima ascensione femminile, ad opera di Marie Paradis, diventata per la sua impresa Marie Mont Blanc.

Oggi, per ammirare tutta la magnificenza del Re delle Alpi, può bastare un drone. Decollando da Punta Helbronner, raggiunta in funivia, si vola sul mare di creste e le nevi eterne del massiccio. Le immagini che ci regala lasciano senza fiato e parole.

Chi non vorrebbe prendere il volo, atterrare su una guglia, respirare l’aria pulita dei 4000 metri, scalare una parete? Lasciatevi ispirare e venite quassù. In un ambiente così maestoso c’è posto per ogni tipo di avventura, non per l’avventatezza.

 

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