Sci a Courmayeur – Gli Stili da Conoscere

Si fa presto a dire Sci. Perché c’è lo Sci alpino, lo Sci nordico, lo Sci alpinismo, il Freeride e il Freestyle. Ogni specialità è quasi un mondo a parte, e chi fa parte di una tribù tende a sottolineare il suo senso di appartenenza e i tratti che lo distinguono dagli altri. Parliamone un attimo 😉

Sci Alpino

Prendiamo per esempio lo Sci alpino. La sua caratteristica distintiva è quella del tallone bloccato. Anche nel Freestyle, detto anche Sci acrobatico, o nel Chilometro lanciato il tallone è bloccato, ma questi sono considerati sport a sé. Nel primo caso infatti, parliamo di una disciplina nella quale i salti e le figure la fanno da padrone, mentre il KL è l’esaltazione pura della velocità sugli sci. Scendono entrambi lungo un pendio innevato, ma uno sciatore classico lo fa su piste battute e risale utilizzando seggiovie e skilift.

Uno sciatore alpinista si muove fuori pista, utilizzando pelli di foca e attrezzi specifici per ambienti tipicamente alpinistici. Insomma, sono due stili che si assomigliano, ma la filosofia che scorre sotto gli sci è ben diversa.

Sci Nordico (Sci di Fondo)

Le differenze si fanno ancora più marcate quando si parla di sci nordico. La discriminante con lo sci alpino è l’impossibilità di fissare lo scarpone allo sci. E fin qui siamo tutti d’accordo: tallone libero.

Il concetto di sci nordico, tuttavia, è molto articolato. La sua disciplina più nota è forse lo sci di fondo. Ci sono fonti antichissime (Senofonte, IV secolo A.C e Strabone I secolo A.C.) che parlano di popoli asiatici che si muovevano sulla neve con lamelle di legno o scarpe lunghissime.

Di certo, la prima impresa storicamente attestata di questa disciplina è la marcia che Gustavo Vasa compì nel 1520 per coprire i 90 km che separavano Salen da Mora, unirsi ai ribelli, scacciare gli invasori danesi e farsi incoronare re di Svezia. Un evento che dal 1922 è rievocato con la Vasaloppet, l’equivalente della Maratona di New York per quanto riguarda le gare di sci di fondo.

Sci nordico significa anche sci escursionismo, dove gli sci sono dotati di lamine, e lo sci orientamento, una disciplina che prevede la copertura di un percorso predefinito caratterizzato da punti di riferimento chiamati lanterne.

Il Telemark

E poi c’è il Telemark, la tecnica che prende il nome dalla regione norvegese. A inventarla a metà dell’Ottocento fu lo sciatore Sondre Norheim, che può essere considerato il padre del moderno sci di discesa, perché permetteva di curvare e frenare anche su pendii ripidi.

Dopo un periodo di declino coinciso con lo sviluppo di massa dello sci alpino, il Telemark è tornato in auge, prima negli Stati Uniti e dagli Anni ’80 anche in Europa. Chi vuole vivere lo spirito delle origini non può rinunciare a questa tecnica.

Il Freeride

Il telemark è prevalentemente un’attività fuori pista che rientra anche nella definizione di Freeride, un andare liberi, che riguarda tanto gli attrezzi (sci tradizionali, snowboard, telemark, appunto), quanto i mezzi di risalita, impianti, ciaspole, pelli di foca e persino gli elicotteri.

Li usano, per esempio, gli amanti dello Speed Riding, un nuovissimo sport estremo che coniuga lo sci alpinismo al parapendio. Si sale in cima a una montagna e si comincia a discenderla con gli sci. In caso di dislivelli non superabili con “normali” salti, si spicca il volo, planando sulla successiva superficie innevata, finché non si raggiunge il fondovalle.

Non è uno sport per improvvisati, tanto per essere chiari. Meglio non improvvisarsi, ma farsi guidare dagli esperti.

Courmayeur fa scuola

Perché se è vero che sono tante le discipline e le specialità che definiscono la nozione di sci e mille sono i modi di viverlo, una cosa rimane fissa: a Courmayeur Mont Blanc si possono fare tutte nella massima libertà e sicurezza. Plan Checrouit, la Val Ferret e la Val Veny, i nomi da ricordare.

Se si vuole approcciare il mondo dello Sci bisogna farlo in una località con una ben radicata cultura di questo sport e della Montagna in genere. Courmayeur è un luogo ideale.

D’altra parte, la prima scuola di sci italiana è nata proprio a Courmayeur. I Maestri sono uomini e donne che conoscono il Monte Bianco come il soggiorno di casa, ma soprattutto sanno trasmettere il valore del rispetto per un ambiente che regala emozioni straordinarie, ma non ammette ignoranza.

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